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L'amministratore non può decidere il fornitore. Infatti, la sua figura è quella del mandatario, cioè dell'esecutore delle decisioni dell'assemblea ed è autonomo solo per la gestione ordinaria del condominio stesso, come stabilito dall'art. 1130 del Codice civile. Ad esempio pare abbastanza evidente che una modifica o la stipula di un nuovo contratto per la fornitura di elettricità e gas, o la scelta di un nuovo istituto bancario non rientra nella gestione ordinaria.

L' amministratore può intervenire in questa direzione solo su espresso mandato dell'assemblea o, per motivi di urgenza, richiedendo la ratifica successiva da parte dei proprietari, come ha ricordato anche la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8233 del 3 aprile 2007. L' amministratore, inoltre, non può ritenersi libero di scegliere un fornitore diverso anche se le condizioni economiche rimangono le medesime. Spetta all'assemblea definire il fornitore o dare espresso mandato all'amministratore di individuarne uno che dia garanzie economiche e di servizio più vantaggiose.

A rischio di revoca. L'amministratore che agisce senza mandato dell'assemblea e senza ratifica di quest'ultima è soggetto a revoca. Inoltre, se da una modifica contrattuale ottiene vantaggi personali come particolari sconti su forniture private, può essere soggetto a revoca per conflitto di interessi.



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